Oggi vi parlo del nostro Centro Culturale all’interno del Grandhotel a Dobbiaco Nuova e in particolare del progetto giá realizzato del fregio luminoso.

L’intenzione della dott.ssa, progettista, era quello di inserire nella sala di stile classico un intervento moderno, senza modificarne l’acustica eccellente. Nello sviluppo del progetto ha cercato di applicare una “decorazione” adattabile a qualsiasi tipo di evento. Le luci al Led (e in questo siamo unici) , sono elemento principale, in grado di cambiare l’atmosfera e asseconda – come si suol dire – le emozioni in un istante. Mescolando queste luci si riesce a ottenere qualsiasi tonalità di colore, regolare l’intensità, ritmo, saturazione di ciascun singola sessione, e creare un “gioco” che rispecchia le più diverse esigenze creative. Per chi non l’ha ancora visto merita veramente. Andateci, ovviamente in occasione di un concerto. Per esempio il concerto di fineanno 31.12.09 alle 20.30. Leggete qui ulteriori informazioni.


Tempo fa vi ho promesso di raccontare qualcosa sul storico edifico Grandhotel Dobbiaco. L’edificio era all’inizio del secolo scorso, un albergo rinomato dove scendevano personalità di spicco provenienti da tutta Europa. Pochi altri luoghi possono dire di aver vissuto e scritto la storia del turismo alpino. Nel 1999 il Grandhotel Dobbiaco si é ripresentato nel suo antico splendore, accuratemente rinnovato ma in un clima ancora pregno nel suo passaot storico.
Il cuore del centro convegni é costituto dal grande Auditorio dei concerti (dove è installato il freggio luminoso), dedicato a Gustav Mahler ed è in grado di contenere fino a 460 posti a sedere e con un acustica particolare riuscita. Qui hanno luogo anche le oramai conosciute Settimane di Gustav Mahler. Il salone degli specchi è la cornice prestigiosa di un auditorio con una capienza di 150 persone. Ad esso si aggiungono numerose salette per seminari, ampie sale da esposizione ed un parco vasto e accogliente. Prossimamente Vi racconta della nostra chiesa barocchiale! Molto bella e piena di storia. A presto Thomas.

